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Fantastico! ─ #1 primavera 2020 | intervista

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Farfalle nello stomaco, testa tra le nuvole, cuore ardente: ecco il Trattato di Anatomia Emozionale

di Ilenia Adornato

Il Trattato di Anatomia Emozionale è un viaggio temerario tra carta e palcoscenico che ci porta alla scoperta delle innumerevoli patologie emozionali. È stato realizzato a Catania dal giornalista e musicista Andrea Pennisi e dall’illustratrice Virginia Caldarella.

Abbiamo posto quattro domande agli autori per farci raccontare come è nata l’idea del trattato, tra emozioni travolgenti e i “mal di passione”.

Il Trattato di Anatomia Emozionale è un trattato intimo, a tratti addirittura segreto. Come avete deciso di farne un libro?

Virginia: Siamo stati un po’ travolti dagli eventi che si sono susseguiti appena il progetto ha iniziato a vedere la luce… e come poter rifiutare?!
Mi piaceva tanto l’idea che i miei disegni uscissero dal cassetto… e grazie a una serie di persone e configurazioni astrali con tempistiche perfette, il sogno è diventato realtà.
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Andrea: Una fatalità. È cominciato come delirio ironico epistolare, una raccolta di sfoghi intimi lanciati via mail, mascherati dal gioco del fantomatico saggio professore*1 che dispensa consigli ai giovani amanti che si configuravano nelle tavole disegnate da Virginia, la musa birba.
Il gioco ha preso ben presto forma di progetto espositivo e teatrale musicale, performance che unisce che unisce disegno, parole, musica d’improvvisazione, teatro, video arte e arti performative, portando in scena le nostre “beghe”. Poi, come diceva Bruno Munari, “da cosa nasce cosa”*2

*1: Il fantomatico Prof. Melanio Da Colìa è un erudito di Scienze Emozionali e Arti Implausibili, esperto di Mal di Passione e Moti de Core, vissuto in epoca illo tempore a cavallo tra l’Inauditesimo e il Romanticismo Disobbediente.

*2: Nato come progetto espositivo performativo, dalle illustrazioni di Virginia Caldarella, con parole, suoni e visuals di Andrea Pennisi, presentato in anteprima il 12 settembre 2017 al The Drawing Center di New York per “The Stone at TDC: Music & Visuals” organized by John Zorn. Dopo il successo riscontrato abbiamo deciso di farne un libro e, appena tornati in Italia, siamo stati subito contattati dalla Peruzzo Editoriale per la pubblicazione.

“Un’invenzione, ispirata dalla magia e dal sogno col giuoco della parola e l’arte del disegnar, unendo il ludico al dilettevole”. La prima pagina del Trattato cita questi versi. Quali sono i vostri sogni ricorrenti?

Virginia: I miei al momento, vivono in un limbo tra il realizzabile e l’irrealizzabile. il mio sogno ricorrente è immaginare di saper trasformare le mie fantasie in solide realtà… ma ciò richiede un’energia fuori dal comune. Sta a me concedermi la possibilità di credere di esserne capace, ma non è facile. Ci sto lavorando…

Andrea: Vivere facendo ciò che piace, ispirati dalla passione e nutriti dall’entusiasmo. Il mio sogno è che ciò sia possibile, e “quando cominci a credere nei sogni, i sogni cominciano ad avverarsi”.

Il tono del Trattato è un tono lieve, mai tragico, un tono giocoso e ironico, pur trattando delle patologie emozionali del nostro secolo. Come possiamo applicare la filosofia che si cela dietro il Trattato nella vita quotidiana?

Virginia: Io non ho ancora capito come applicarla… quindi vorrei provare e riprovare tutte le patologie descritte nel Trattato per arrivare, prima o poi, ad una conoscenza approfondita della materia.

Andrea: Si gioca sempre sul serio e se non ci si diverte non è divertente. Nel mezzo c’è l’esigenza espressiva, l’idea che diventa pensiero, il personale che diventa universale, l’En to Pan, l’Uno il Tutto.

Vi siete messi a raccontare le emozioni più intime. Non avete avuto paura? Ci sono delle emozioni che non avete avuto ancora il tempo di esplorare? Se sì, quali?

Virginia: Avendole vissute in prima persona, siamo stati travolti da tutte le sfumature emotive raccontate nel libro. Anche la paura, e lo svuotamento nello sviscerarle. Un atto psicomagico di metamorfosi e trasmissione dalla pelle alla carta. Forse l’emozione (o la condizione) che vorrei sperimentare è la serenità. Magari meno travolgente… ma decisamente necessaria.

Andrea: Il Trattato di Anatomia Emozionale è il racconto per parole e immagini di una storia d’amore, una storia fatta di desideri e di paure, di graffi, baci e carezze, di lacrime e risa. La nostra storia.
Una storia vera che, raccontata attraverso la metafora, diventa la storia di tutte le storie d’amore.

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Fantastico! è una rivista di racconti rivoluzionari, indipendente e autoprodotta, che nasce da una newsletter ideata a marzo 2019 da Alberto Guidetti.

Fantastico! appaga l’esigenza di sfuggire dalle narrazioni imbruttite presenti sui social e dalle sgrammaticature indiavolate. Viene al mondo per comporre un racconto disorganico, ma con una solidità letteraria. Un rallentatore in un tempo troppo rapido.

Il primo numero di Fantastico!, la rivista, lo trovate qui:
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