Patologie Emozionali

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Farfalle nello stomaco

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“Non mangiate bruchi, potrebbero diventare farfalle nello stomaco”. Pino Di Maria

Il paziente avverte un solleticare all’altezza dello stomaco, dovuto al battere d’ali dei lepidotteri annidati all’interno. Gli insetti presenti, occupando l’incavo destinato alle pietanze, possono provocare inappetenza, anche per lunghi periodi.

Il battito d’ali dei lepidotteri sollecita quella branca del sistema nervoso autonomo chiamata “simpatico”, responsabile del riflesso “attacca o fuggi” (fight-or-flight)*, residuo dei nostri tratti ancestrali. In una simile situazione di riflesso involontario, le ghiandole surreali, stimolate dall’ipotalamo tramite la ghiandola emozionale, liberano nel circolo sanguigno e nei sensori carnali i neurotrasmettitori adrenalina e noradrenalina.

Uno dei primi sintomi visibile alla comparsa del fenomeno è la pelle d’oca: una piloerezione epidermica dovuta dalla contrazione dei muscoli erettori che coinvolgono peli e pelli, in reazione agli stimoli nervosi. Altre contrazioni dei muscoli erettori, meno visibili, possono verificarsi in altre parti del corpo neuro sensibili.

L’apparizione del fenomeno in condizioni di cattività, per il riflesso fight-or-flight, provoca, in un’alta percentuale dei casi, il Magone, anomalia emozionale che causa isolamento, senso di inadeguatezza mondana, nausea, insonnia, e in alcuni casi eccesso di impulsi onirici e perdita di controllo delle attività connesse all’omeostasi.

Se non rimossa tempestivamente può determinare il Nodo alla gola.
Nei casi dove la causa venga condivisa nella quotidianità, frequente è la comparsa del fenomeno “Prosciutto sugli occhi”, disturbo che provoca una visione distorta dell’ambiente esterno, seguito dalla “Testa tra le nuvole”, che porta all’alienazione totale da qualsiasi attività umana non condivisibile con l’oggetto della patologia.

Nella maggior parti dei casi, così come l’influenza, il tempo è la cura più efficace. Somministrato in dosi quotidiane, ben presto spariranno i sintomi più fastidiosi fino a trasformarsi in tenero affetto. Esistono rimedi più traumatici, quali l’abbandono coatto, fuga impenitente e gli esercizi fedifraghi, che, se prolungati, determinano inevitabilmente la lesione del rapporto patologico, con alto rischio di effetti collaterali, anche gravi.

 

Ingoiare il Rospo

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“Chi piglia la biscia per la coda, quella poi lo morde”. Leonardo Da Vinci

É la malattia degli arcaici dell’inconscio, qualcosa di terribile da accettare. Crea una condizione di disgusto e ripugnanza per presa di coscienza di una verità immonda che sollecita corrosivamente il livello di sopportazione e tolleranza, tanto da far accapponare la pelle.

Il soggetto, ingerito l’anfibio, accusa un senso di ribrezzo e repulsione alchemica ed epidermica a causa della secernazione di bufotenina, molecola endogena allucinogena, derivato del DMT, presente nel fluido cerebrospinale dell’animale, aggredendo il cuore e il sistema nervoso del predatore: Noi. Dalla parte ventrale del rospo, invece, viene emesso un altro veleno, incolore, viscido, dall’odore pungente e dall’azione paralizzante, che produce un sottile strato schiumoso di rabbia colore biancastra.
L’ingollamento irreversibile e obbligatorio, il cosiddetto Boccone Amaro, provoca ansia, panico, distorsioni del colore, arrossamento della pelle, difficoltà respiratorie e lesioni al livello di sopportazione.

Alcuni studiosi templari ritengono che le unghie del Rospo, deglutite per ingollamento imposto per lunghi periodi, perseguono ruvidamente nelle viscere, soprattutto fegato ed intestino, l’azione di “cercare a fondo”, graffiando e raspando (“ruspus”, da cui il nome Rospo) fino alla lesione irreparabile dell’apparato digerente e degli stimoli vitali, compromettendo così le attività basilari quali sogno, poesia, libertà intellettuale, gioco.

Ecco alcuni rimedi:
Per la natura sintomatica della patologia, il rimedio più naturale e antico è Sputare il Rospo. Questa pratica “ammatte” dopo aver trattenuto nell’esofago molecole di bufotossine ristagnanti a causa di timore, scrupolo o pudore reverenziale. Liberati da questi tre elementi di contenimento, irrompe un conato verbale che spiattella considerazioni e detestazione con grande enfasi ed eccessi, provocando l’espulsione del rospo in maniera coatta e liberando la gola e le vie respiratorie. Questo rimedio può portare a contrasti, liti o scontri in generale, anche irreversibili.

Secondo gli studi mitologici della dott.ssa Ecate, figura psicopompa figlia dell’emerito Dr. Zeus, dea esperta di magia e specialista in demoni malvagi, il Rospo è l’aspetto infero della rana, dove le valenze acquatiche e lunari cedono il passo alla palude melmosa delle streghe. Per debellarli prescrive riti espiatori, divinizzati con sortilegi, pozioni, azioni e contraddizioni psicomagiche, che esorcizzano i batteri e i demoni del Rospo.

In epoca recente, con la riscoperta degli psichedelici in medicina, è stato rivalutato il potenziale terapeutico del DMT, in particolare nella forma ludica psichedelica omeopatica, nota come Ayahuasca, contro la depressione da indigestione da Rospo.
Assimilando le bufotossine per via ludica, si impermea una corteccia temporale di strafottenza resistente al deglutimento imposto, alterando la valvola percettiva dell’individuo con conseguente rialzo dei valori del tasso di sopportazione e il riequilibrio dell’asse di tolleranza.

 

Lingua Biforcuta

lingua biforcuta copyright.jpg“La verità viene corrotta tanto dalla menzogna quanto dalsilenzio”. Marco Tullio Cicerone

Trattasi di un malfunzionamento intenzionale dell’apparato espressivo, per lo più vocale, non coerente con la realtà dei fatti. Tipico dei soggetti culturalmente inclini al sotterfugio, risale all’organo sensoriale bifido di serpenti e draghi.

Il soggetto denuncia un’anemia da viso pallido accompagnata da peluria nei muscoli linguistici, detta sindrome di Chivington, iniettando input malefici e ingiuriosi all’esterno che, a lungo andare, alterano le fibre neurali che collegano il lobo centrale al senso di tutto, prosciugando così le energie vitali del mondo circostante.

Particolarmente pericolosa per le persone che vengono a contatto con il soggetto esposto al male, provoca disturbi sociali dovuti alla reazione rancorosa o piratesca dell’individuo, la cosiddetta Zizzania, a volte creando delle vere proprie illusioni di irrealtà virale che possono degenerare in lavaggio del cervello e lobotomia impulsiva.

In condizioni sociali di alto potere strumentale, si sono riscontrate vere e proprie catastrofi sociali come guerre, controllo e sfruttamento della popolazione, dittature, sterminio etnico, martirio collettivo, follia globale.

Ecco alcuni strumenti operativi per contrastare questi programmi intrusivi della Mente:

In fase preventiva si raccomanda una regolare rasatura della peluria intrinseca del muscolo stilofaringeo linguale superiore, fautore del verbo contaminato, interrompendo così la trasmissione villosa.

In caso di attacchi convulsivi o cronici, l’isolamento è la soluzione più opportuna per evitare casi di contagio ed effetto dominio.
Lo scafandro è una buona soluzione di terapia individuale.

Nei casi di implicazione grave è indicata la terapia Cheyenne, rimedio tribale brevettato dal Dr Cavallo Pazzo nel XVIII secolo che consiste di mettere a ferro e fuoco il soggetto anche con l’uso di punture di frecce, meglio se avvelenate.

 

La Testa tra le Nuvole

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“L’immaginazione è più importante della conoscenza”. Albert Einstein

E’ uno dei fenomeni appartenenti agli Oniro* generati da Hypnos*. Trattasi di un disturbo dissociativo di fuga dalla realtà, o fuga “psicogena morfeica”, e si riferisce una serie svariata di disturbi organici o funzionali dei meccanismi di auto controllo dell’attività, scaturiti da deviazioni dei meccanismi psico-emotivi.

Il soggetto si presenta evaporato, svampito, composto parasintetico di vampa, incrocio di vapore e lampo, accusando una netta recisione del mindful del mondo circostante a favore dell’anima sognata. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del comportamento in funzione del trascorrere del tempo, le richieste dell’ambiente e, soprattutto, l’assenza dell’essenza della figura dell’astrazione.

Se non riportato tempestivamente coi piedi per terra, la Testa tra le Nuvole induce difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività sociali.

Questo mind-wandering causa un pensiero errante che determina una carenza delle meteore pragmatiche dovute all’eccesso di Aerobatein che coinvolge tutti i fenomeni celesti, stimolando indagini oniriche di geometrie pindariche astratte, fisiche astronomiche, e lunari in particolare.

“E’ come se alla felicità si aggiungessero momenti di vuoto” …. erra il traduttore di Aristofane sù le Nuvole descrivendone i sintomi (Edizioni Grandi Dionisie, 423 a.C.).

Un rimedio omeopatico tradizionale è dato dalle mitologie classiche con il loro contenuti di ninfe e driadi, o, nei casi più persistenti, le mitologie celtiche più ricche nella imagerie delle più sottili forze naturali, coi loro elfi, e le loro fate. Da assimilare con continuità.

Secondo la medicina olistica astrale, la causa è da ricercare ai sogni talmente grandi che non entrano nella realtà. In questo caso bisogna “chiedere la luna”.

 

Nodo alla gola

Nodo alla gola, web.jpg“Stanno male nella calma coloro che conoscono la tempesta.” Dorothy Parker

Il soggetto, a causa dell’improbabilità emozionale al quale è stato sottoposto, avverte un occlusione parziale dell’esofago con difficoltà respiratorie unito talvolta alla fuoriuscita di liquidi dalle ghiandole lacrimali.

Il fenomeno manifesta ancestralmente l’archetipo della paura, incarnando all’antrasatta un Kinbaku nel gargarozzo, ingarbugliando così corde vocali e tiroidali.

In analogia all’antica arte giapponese dello Shibari, il Nawashi (Kinbakushi) in funzione del suo ruolo dominante determina uno stato di costrizione fisica di tipo nodale al soggetto sottomesso, in questo caso all’altezza del pomo d’Adamo.

Nei casi di disturbo borderline, il nodo può degenerare in una ribollitura della bile con conseguente blocco empatico e scissione viscerale tra l’anima del soggetto e il Maestro delle corde. In soggetti cronici, o in casi di manifestazione prolungata, può avverarsi l’espulsione del nodo per via traumatica, con forti rischi di inaridimento della corteccia emozionale e di reazioni inconsulte di origine violenta e autodistruttive.

Per porre rimedio, nei casi più gravi (nodo scorsoio, nodo spinoso, doppio nodo, nodo a fior di pelle e nodo autofilettante) si somministra per via orale, al paziente e al Maestro delle corde in egual misura, una pozione cinica di sarcasmo acido innaffiata da ironia esorcizzante, fino al colmarsi dei bui sparsi grazie all’effetto dello smascheramento provocato. La soluzione impermeerà le pareti tracheidali, favorendo la deglutizione della cavità orale e così sciogliendo il nodo per assimilazione umorale. I liquidi emessi dalle ghiandole lacrimali, per via psicomagica si trasformeranno in succo di riso, fino all’esaurimento del fenomeno e comparsa dell’Ikebana.

 

Testi di Andrea Pennisi, Illustrazioni di Virginia Caldarella