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SKARNO, 5 Febbario 2019, di Paolo Pirani

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“Un invenzione, ispirata dalla magia e dal sogno, scritto versando lacrime e risa, col giuoco della parola e l’arte del disegnar”

Il Trattato di Anatomia Emozionale è un lavoro di coppia realizzato dalla disegnatrice Virginia Caldarella e dal giornalista e musicista Andrea Pennisi. Immaginando la scoperta di un antico saggio creato da un fantomatico studioso e ripescato da un remotissimo passato, i due autori catanesi ci parlano in modo giocosamente serio delle emozioni, causa e soluzione di praticamente tutto!

Per saperne di più, ecco l’intervista con Virginia e Andrea

Da dove nasce l’idea del Trattato?

Virginia: Nasce da un verso di una canzone dei Marta Sui Tubi che cita: “perché bisogna sapersi leggere dentro prima di cominciare a scrivere”, così ho preso questo verso alla lettera, partendo dai modi di dire popolari che avessero una relazione col corpo umano. Da questo spunto ho disegnato la prima tavola: Nodo alla gola. L’idea sembrava funzionare, sia graficamente che concettualmente, così ho realizzato altre tavole, Farfalle nello Stomaco e Lingua Biforcuta, immaginando un fantomatico professore in stile Leonardo Da Vinci, che sezionando corpi, trovasse all’interno delle “anomalie” che dessero origine alle varie patologie, annotando in fondo delle piccole note per dare delle suggestioni.

Andrea: In realtà, impelagandoci in una relazione passionale, con tutte le complicazioni e implicazioni, i primi testi scritti, erano delle provocazioni o sfoghi epistolari intimi “a tema”, provocate dalla birba. Non avrei mai immaginato fossero pubblicate.

V: Il fato ci ha poi portato al The Drawing Center di New York, ospiti nella rassegna The Stone at Drawing: Music and Visual, invitato da John Zorn, dove abbiamo avuto l’occasione di esporre le tavole originali e presentare il progetto in Performance, con le musiche d Marco Cappelli e la voce recitante di Denver Butson. Il bellissimo riscontro della magnifica occasione americana ha provocato l’incontro con Peruzzo Editoriale, che ha acceso ufficialmente la miccia al progetto editoriale.

Il trattato è un lavoro di squadra. Come vi siete incontrati? Come è stato collaborare?

A: Terribilmente viscerale. Lei, la musa birba, disegnava e provocava disturbi anatomici implausibili: pelli d’oca, nodi alla gola, tarli della mente e altre sensazioni indiagnosticabili, che, senza peli sulla lingua, diventavano giochi di parole che celavano malamente le emozioni illustrate.

V: Realizzare un libro insieme è stato un modo decisamente inusuale di approfondire la nostra conoscenza…

Cosa significa per voi cercare una anatomia delle emozioni?

V: Significa immedesimarsi in sensazioni, cercando di astrarle dal senso comune e renderle surreali e fantastiche. Senza immaginazione e ironia non esisterebbe nessun Trattato.

Andrea si è occupato dei testi. Con quale criterio li hai scelti?

A: Come gli antichi. Partendo dai modi di dire popolari della lingua italiana riferiti alle emozioni, mi son immedesimato in un immaginario erudito di Scienze Emozionali, il fantomatico Prof. Melanio Da Colìa, ho analizzato quelle espressioni tramandate dalla notte dei tempi. Così, saccheggiando i saperi di magnifici Maestri della conoscenza umana, dalla Mitologia, alla Filosofia, alla Psicologia, alle Arti e alle scienze tutte, unendo il ludico al dilettevole, ho tracciato un En To Pan, Uno il Tutto, la filosofia dell’Oroborus, il Serpente che si morde la coda, principio ispiratore dell’opera…. Ho scelto di mischiare tutto con il Giuoco. 

Quale è il messaggio racchiuso in questo trattato?

V: Sicuramente quello di guardare con un punto di vista differente la realtà.. con un occhio all’ironia e uno ai sentimenti.

A: Una guida per amanti impenitenti 

Il Trattato non è un semplice libro illustrato ma direi piuttosto un progetto. A cosa mira?

A: 4 sono le figure ispiratrici del Trattato: Leonardo, Ippocrate, Eros e Afrodite. Ritornando al Romanticismo disobbediente, l’esigenza espressiva è di dar voce alle emozioni, unendo il ludico al dilettevole, nel bene e nel male.

Lo presentate anche live, con una performance che unisce disegno, parole, musica, teatro e video arte. Perchè? Quali sono le vostre prossime tappe?

A: Io sono legato al mondo della musica d’improvvisazione e faccio video arte. Nel tour di presentazione del Trattato, con oltre 30 date su e giù per lo Stivale, ho coinvolto complici dotti di Scienze Musicabili in quest’ambito, creando un format che ha calcato diversi palchi importanti in Italia. Dal 2019, con la produzione di Cartura e Purquapà, la Performance assume un identità teatrale che unisce i più disparati linguaggi espressivi sul tema dei mali passionali. Il Simposio d’Anatomia Emozionale, questo il titolo dello spettacolo, ha debuttato l’8 Gennaio 2019 al Ruby Tuesday del Brass Group al Teatro Santa Cecilia di Palermo. Cercatelo nelle prossime stagioni teatrali o nei festival più audaci. 

Quali sono i vostri prossimi progetti?

V: Un altro libro? Un altro viaggio? Un’altra avventura? Chissà… Intanto mi preparo ad esporre una mia opera all’interno di un’iniziativa appartenente a Matera 2019 A: Un altro libro, un altro viaggio, un’altra avventura. Da cosa nasce cosa.

Credits by: Virginia Caldarella e Andrea Pennisi